Il motivo è semplice: l’omologazione si basa su requisiti di test minimi e per molti costruttori è sufficiente soddisfare tali requisiti. In laboratorio esiste un limite alla capacità di un casco di assorbire gli impatti che nell’utilizzo reale non c’è. Tali circostanze non possono solo essere simulate, poiché sono molto più intense rispetto a qualsiasi standard.

 

 

Alla Arai studiamo i dati relativi agli incidenti da decenni. Abbiamo accumulato molta esperienza nei diversi anni di presenza nel settore delle corse ai massimi livelli. Dalla MotoGP alla Formula 1 Arai è la scelta preferenziale di piloti e corridori e questo ci offre la possibilità di raccogliere moltissimi dati sul campo. Abbiamo imparato a non focalizzarci esclusivamente sul soddisfacimento degli standard di laboratorio, che verificano solamente se il casco sia conforme ai requisiti minimi. Niente di meno e niente di più.

 

Ma soddisfare questi standard non è di per sé un obiettivo, non per Arai. Per noi sono un punto di partenza per sviluppare e migliorare ulteriormente i nostri caschi.

COSA ABBIAMO IMPARATO

Il casco deve continuare a scivolare

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